
Trama:
Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d’assalto una base militare russa. Un «normale» atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra.
Ben presto, però, s’insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Poi, tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale.
Ma è tutto inutile.
Ormai niente è più come prima. Non c’è elettricità, manca l’acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie.
Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una piccola città della Galizia, in Spagna. E forse è l’unico sopravvissuto all’Apocalisse Z…
Pagine: 416
Editore: Nord
Amazon: http://www.amazon.it/Apocalisse-Narrativa-Nord-Manel-Loureiro/dp/8842916951
Recensione:
Delusione su tutti i fronti, dopo un inizio scoppiettante e promettente. La buona impressione data dalla lettura delle prime pagine ė pian piano scemata con lo scorrere delle pagine, sino ad arrivare ad un giudizio mediocre a fine romanzo. Termini ripetuti allo sfinimento, vedi inferno e paesaggio dantesco, personaggi piatti, quello più interessante ė un gatto, nessuna idea innovativa o perlomeno fresca, dopo la buona idea-base di partenza. L’occhiolino al regista Romero per quanto riguarda il pilota di elicotteri non fa che peggiorare il mio giudizio generale del romanzo; insomma Apocalisse Z ė scorrevole e poco più e non sono per niente curioso di leggere il seguito.

concordo con il tuo giudizio, inoltre mi è sembrato come se l’autore abbia fatto delle scelte impegnative, e poi non le abbia sapute gestire, come l’anonimato del protagonista e la forma di blog/diario, che appaiono forzate… peccato!