Qui Io, NewNewDeal e LeopoldKlein abbiamo organizzato un mini gruppo di lettura relativo al ciclo dei Robot di Asimov, a cui poi si è aggiunto anche LiberaMente_Libero.

Il ciclo è così suddiviso:

* Abissi d’acciaio (The Caves of Steel – 1954)
* Il sole nudo (The Naked Sun – 1957)
* I robot dell’alba (The Robots of Dawn – 1983)
* I robot e l’Impero (Robots and Empire – 1985)

e dal racconto Immagine speculare (Mirror Image – 1972), in Italia pubblicato ne Il meglio di Asimov che si colloca fra il 2° e il 3° romanzo.

Sia i romanzi che il racconto sono polizieschi a sfondo fantascientifico

per approfondire:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dei_Robot

Di seguito, ecco le nostre recensioni 😉 buona lettura 🙂

La recensione di NewNewDeal:

Il ciclo dei robot è la prima tappa dell’avventura futuristica di Asimov in cui la storia è ancora in qualche modo legata alla Terra. In una prima ondata di espansione galattica i terrestri conquisteranno 50 mondi che però si distaccheranno velocemente dalla madrepatria creando una coalizione autonoma e un sistema di comportamente ben diverso da quello terrestre. Le principali differenze tra gli Spaziali (cosi vengono chiamati i coloni) e i terrestri sono l’utilizzo dei robot da parte degli spaziali e l’eccessiva cura dell’igene sempre da parte degli spaziali che li porterà a vivere per circa 300 anni ma che li porterà anche a distruggere ogni rapporto sociale per paura di qualsiasi contagio. In questo scenario di profonda divisione tra i terrestri e gli spaziali si svolgeranno le inchieste interplanetarie del detective Elijah Baley e della sua controparte robotica R. Daneel Olivaw. I due novelli Holmes e Watson supereranno le barriere di diversità tra uomo e macchina per collaborare in diverse inchieste, fino a diventare amici fraterni.
Ovviamente quando si parla di un ciclo mi sembra inutile parlare delle singole storie quanto più dei temi che mi hanno più colpito in generale. Come sempre Asimov non inventa la storia dal nulla le differenze “razziali” umano-robot sono ispirate a quelle bianchi-neri dell’America anni ’50, proprio il periodo in cui Asimov scrive il suo ciclo, inoltre l’ispirazione storica permea tutto il resto dell’opera.
Un’altro fatto che mi ha colpito è stato il modo in cui Asimov riesce a creare delle nuove civiltà (descrivendo abitanti di diversi pianeti) tenendo conto dell’originale (i terrestri) e apportando lievi modifiche per descrivere poi tutti gli aspetti nel comportamento di quella determinata civiltà che sono cambiati a causa di quelle modifiche, Asimov sembra divertirsi a cambiare le regole del gioco della società per poi vedere gli effetti che queste potrebbero avere. Questo aspetto permea tutta la scrittura di Asimov dal Ciclo dei Robot fino a quello della Fondazione. Ancora una volta quindi a vincere è l’ambientazione più che la storia in se, le trame del primo e del secondo libro sono abbastanza simili e il tentativo di Asimov di creare un misto tra fantascienza e giallo non è riuscito in pieno poichè non c’è alla fine il colpo di scena tipico del genere giallo; le storie diventano migliori nel terzo e nel quarto romanzo in cui prevale la fantascienza all’investigazione.

La recensione di Elianto782:

Sono un nuovo adepto di Asimov e devo dire che già con questo ciclo, in attesa del tanto acclamato Ciclo delle Fondazioni, mi ha totalmente conquistato. Nei primi due libri le vicende assumono i contorni del giallo, ma ciò è solo una scusa perchè dietro i dilemmi dell’investigatore affezionato a Giosafatte, :D, c’è tanta sociologia e tante riflessioni profonde che faranno evolvere i vari personaggi, robot compresi. Uno dei punti forti di questo ciclo è infatti l’umanizzazione dei robot protagonisti, che da semplici macchine depositarie di conoscenze insite nel loro cervello positronico, si spingono ben oltre ciò che avevano in mente di creare i loro padri roboticisti, mi riferisco soprattutto a Daneel. Asimov inoltre non bada al caso e descrive tutto nei minimi particolari, dando a ciascun pianeta descritto la propria particolarità, storia e possibilità di crescita futura, spesso legata ad un rapporto di esclusione dei robot oppure nella complementarietà di essi con la società umana. Davvero affascinanti i passaggi storici che caratterizzano le varie decadi protagoniste dei quattro libri, un viaggio denso e molto entusiasmante che termina con un quarto libro meraviglioso, forse il migliore dei quattro. Grazie Isaac ^^

La recensione di LeopoldKlein:

La storia narrata nel ciclo dei robot inizia, con il primo volume “Abissi d’acciaio”, su una terra proiettata avanti in un futuro dove l’uomo vive rinchiuso in delle sovrappopolate città “prigione” ma con problematiche molto affini a quelle dei giorni nostri. in seguito Asimov segue e narra le avventure dell’agente Elijah Baley e del suo inconsueto quanto adorabile compagno Daneel Olivaw attraverso alcuni dei mondi colonizzati, secoli prima, dai terrestri ed ora abitati dai discendenti di questi ultimi, gli spaziali. in ogni volume di questo ciclo Asimov ci porta a conoscere usi e costumi, spesso per noi stravaganti, di questi popoli che, indotti da altre condizioni sociali, si sono evoluti in maniera totalmente differente rispetto ai loro progenitori terrestri. le vicende si concludono, come erano iniziate, sulla terra, ma è una terra che ha subito profondi cambiamenti ed è ora pronta a lanciarsi in quello che sarà il ciclo dell’impero. Quello che mi ha colpito maggiormente di questi racconti più che la forma, comunque curata e dal ritmo sostenuto del romanzo giallo, sono il contenuto e le tematiche affrontate..l’autore riesce a trattare problematiche sociali oggi attuali come razzismo, integrazione, sovrappopolamento, scontri tra culture diverse, proiettando le vicende in un universo futuristico che fa da sfondo alla storia, e gli permette forse anche di forzare alcuni concetti..la fantascienza e i robot diventano il pretesto per parlare dell’animo umano.

 

 

 

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Informazioni su elianto782

Amo la lettura, horror in primis, il cinema, la musica e il Calcio.

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