Titolo: La notte eterna del coniglio
Autore: Giacomo Gardumi
Trama:
Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri memebri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…

Amazon: qui
Anno: 2006
Pagine: 417

Recensione:

Libro orrendo, di cattivo gusto, scritto ed editato da cani. Innanzitutto, è doveroso un breve viaggio nel delirio dello scrittore, lungo ben 417 pagine: forse il coniglio di copertina, l’unica cosa meritevole del volumetto, avrebbe utilizzato più proficuamente l’accetta eliminando questa “opera prima” del signor Gardumi, prima e non ultima, purtroppo…

certo, sono uguali identici

cercai qualche cosa d’altro da dire

la cacofonia sia con te :/

– in modo così rapido e subitaneo

– Guardava Nancy a occhi sbarrati

– carne viva dei miei timpani

– l’inesplicabile ma inconfondibile suono

– l’impermanenza di tutte le cose umane

– quando cioè avevo ripreso possesso della mia presenza mentale

– i suoi piedi incespicarono l’uno nell‘altro

😕

– che lui finalmente sorseggiò lentamente, senza trangugiarlo

la sagra dell’ovvietà non ha mai fine ^^

il suo proprio suicidio

amen X_X

Dopo queste perle di saggezza è dura continuare…
Questo simpatico ometto, il signor Gardumi, alcuni anni fa venne intervistato: vi propongo qualche stralcio interessante (per i più coraggiosi l’intervista integrale si trova qui).


Intervista
La Notte Eterna del Coniglio, romanzo edito da Marsilio e recensito su Ver Sacrum, è forse la sorpresa horror italiana dell’anno. Qualsiasi cosa se ne pensi è senza dubbio nuovo sangue in una realtà che ha continuamente bisogno di trasfusioni. Con questa intervista cercheremo di conoscere meglio il suo autore…

non vedo l’ora :/

Come sei arrivato a pubblicare il tuo romanzo con la Marsilio?
In modo molto lineare e probabilmente con un po’ di fortuna.Vivevo in Cina e non avevo nessun contatto nel mondo editoriale italiano, per cui il Coniglio è rimasto nel classico cassetto per <b>un paio d’anni</b> (mi rifiutavo di inviarlo alla cieca e sedermi ad aspettare sperando nel miracolo, anche se ho poi scoperto che ero troppo pessimista e che le case editrici danno davvero almeno un’occhiata a tutto quello che ricevono). Poi per<b> puro caso</b> mi sono ricordato che la zia del mio migliore amico è un’intellettuale molto attiva nell’industria culturale e le ho chiesto se poteva aiutarmi.
Lei ha fatto arrivare il manoscritto al presidente della Marsilio, che conosce bene, e dopo aver aspettato sei mesi ho ricevuto una telefonata in cui mi veniva confermato un interesse di fondo per il libro, previe <b>alcune</b> modifiche (soprattutto sforbiciature).

Ma che fortunello! Mi sa che il presidente della Marsilio ha seri problemi di vista 🙂 Un paio di anni per ricordarsi della zia dell’amico, mannaggia.

Quali sono le tue fonti ispiratrici? Condividi quelle che credo di avere individuato nella recensione che ho scritto del tuo libro?
Il senso di claustrofobia e d’orrore onnipervasivo che traspira da ogni riga dei racconti di Lovercraft e delle migliori ghost-stories anglosassoni a cavallo del secolo passato, la realtà che si disfa lentamente trasformandosi in un incubo come nel miglior King, che per me rimane quello di Shining, il ritmo, il senso d’anticipazione che risucchia dentro ogni pagina nei migliori thriller contemporanei, da Il silenzio degli innocenti a Il socio fino a I fiumi di porpora. Mi interessa lo stile pulito, le storie forti e originali con personaggi ben caratterizzati e finali in crescendo, cioè quello che di solito sanno regalare autori come Michael Connelly, o appunto John Grisham, ma anche Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, e pure Isabella Allende (almeno nei suoi primi libri), o Thomas Mann con quel capolavoro assoluto che sono I Buddenbrook, Fiedor Dostoevskij… e per fortuna la lista non si ferma qui. Ma sono le fonti ispiratrici che mi vengono in mente ora, ce ne sono decine di altre cui sono debitore.
E poi naturalmente c’è Dylan Dog, anche se non credo che il mio Coniglio venga fuori direttamente da I conigli rosa uccidono. Quello era una specie di Roger Rabbit, il mio personaggio deve semmai qualcosa al clown di It e a tutti gli assassini mascherati nel cinema horror americano degli ultimi due decenni.

Hai letto Io Uccido di Faletti?
Sì, e mi è piaciuto. E’ un romanzo ben scritto, avvincente, sincero. E’ di esorbitante lunghezza e l’editor del libro dovrebbe andare a nascondersi, ma spero che il successo di Io Uccido abbia ricordato a qualcuno che anche per un autore italiano suspance e anticipazione restano gli ingredienti fondamentali di un buon noir.

Io spero che il tuo romanzo non abbia subito nessun editing, pensa un po’.

Per caso, sai quante copie ha venduto?
Intorno alle quattromila dell’edizione Marsilio, poi adesso è uscita un’edizione Mondolibri, cioè Club degli Editori, ma non ho idea di come stia andando né di quanto abbiano tirato.
Va a finire che a un anno dall’uscita avrò venduto qualcosa come cinquemila copie.
Per un esordiente sono numeri tutt’altro che disprezzabili ma io sono comunque un po’ deluso… a un certo punto speravo sinceramente di poter superare le diecimila copie.

faremo di tutto per ostacolarti nel tuo folle piano 🙂

E al cinema, cosa vedi?
Ammetto di essere uno spettatore molto americanofilo

Ma no, dal romanzo non traspare affatto 🙂 San Francisco dopo le tue descrizioni minute non ha più segreti per noi tuoi fedeli lettori ^_^

Puoi descriverci il tuo modus operandi? Come arrivi alla costruzione di un tuo romanzo?
Parto sempre e comunque da un’idea abbastanza articolata, un embrione di storia e non semplicemente una suggestione o un insieme di immagini.
Me la rigiro in testa per mesi, senza scrivere una riga ma arricchendola di sempre nuovi dettagli finché non arrivo ad avere l’equivalente di un “trattamento” cinematografico, cioè una trama dettagliata e completa. Allora comincio a scrivere, in strettissimo ordine cronologico, partendo dalla prima pagina e terminando con l’ultima.

poesia in movimento. mito.

Perché l’ambientazione americana?
Esclusivamente per elementari ragioni di verosimiglianza. Ti sarebbe sembrato credibile un gruppo di famiglie italiane che si fanno scavare un mini-rifugio antiatomico nel giardino di casa? Tra l’altro chi può vantare un giardino in Italia, a meno che non immaginassi dei personaggi che abitano in campagna o all’estrema periferia di una città?
E in quel caso perché mai la Cina dovrebbe sprecare un ordigno nucleare per colpire direttamente una zona marginale sul territorio di un piccolo alleato del suo vero nemico, gli Stati Uniti?

Logico, no? ricordiamoci però che non vive in Italia …

Hai intenzione di cimentarti solo con il romanzo o pensi di affrontare anche il racconto breve?
Ho appena scritto il primo raccontino della mia vita, cinque pagine cinque per una rivista letteraria che me lo aveva chiesto. La mia ispirazione però tende soprattutto alla forma lunga del romanzo e il racconto breve resta per ora solo un’occasionale diversione. Sembra mi sia preclusa la forma breve del racconto e nessuno mi crede quando dico che prima di esordire con una storia di quattrocento pagine non avevo né scritto né pubblicato una riga.

Giacomino, io ci credo, davvero.

Tornando alla storia: personaggi odiosi, ma la protagonista vince per distacco per delicatezza e genialità nella medicina, psicologia, sociologia e chi più ne ha, più ne metta. Centinaia di pagine inutili condite dalle seghe metali di questa pazza che dice sempre le stesse cose. Una noia mortale traspare da ogni pagina; dopo la curiosità iniziale il blocco del lettore è sempre dietro l’angolo: ho fatto una fatica immane a terminare questo libraccio e l’ho fatto per dovere. Per fortuna questo libro l’ho “solo” preso in prestito dalla biblioteca, il 2011 letterario per ora non è stato particolarmente fortunato X_X Spero di non leggere mai un libro più brutto di questo, che probabilmente batte tutte le mie letture presenti in lista nera. Evitatelo come la peste e fate girare la voce.

Annunci

Informazioni su elianto782

Amo la lettura, horror in primis, il cinema, la musica e il Calcio.

»

  1. andryf ha detto:

    Lo leggerò sicuramente^^

  2. andryf ha detto:

    Lo leggerò sicuramente^^
    Certo che l’hai insultato pesantemente!

    • elianto782 ha detto:

      E mi sono trattenuto ahaha 😀 in genere non prendo appunti, ma quando ci vuole, ci vuole 😀

      • Andryf ha detto:

        Ti capisco… Farei lo stesso con il libro che devo leggere… Infatti sto scrivendo il commento con il cellulare tra le pagine del libro (fingendo di leggere)

  3. moloch981 ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo, è uno dei libri più brutti che abbia mai letto.

  4. elianto782 ha detto:

    ahahah andryff 😀

  5. dottord ha detto:

    Un po’ mi dispiace parlar male di questo libro, perché almeno la trama è ben pianificata: l’autore è partito da un’idea ed è andato avanti a svilupparla fino in fondo, con coerenza e costanza. Per uno scrittore italiano è di genere un mezzo miracolo.

    Purtroppo la qualità della scrittura è sotto il minimo sindacale. Non che mi aspettassi granché da un romanzo di consumo, ma alcuni passaggi, come lo scontro finale tra la protagonista e il cattivo, sono letteralmente illeggibili. E il tutto è appesantito dal vizio, tipico di certa letteratura di derivazione anglosassone, di indulgere in descrizioni interminabili che non aggiungono niente al racconto.

    Menzione di disonore per i dialoghi, che forse sono i più legnosi e innaturali che abbia mai letto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...